La linea nella mano

Edizioni del Leone, Venezia, 2002 (p. 80 €. 20,00)

da C'E' UNA DISTANZA IMPROVVISA

...Ed io ancora qui

con le dita tremanti che adornano

al segno della pace l'aria silenziosa

dentro il deserto delle ore

mentre l'alta marea scompagina

sul cielo di cartapesta i colori dell'orizzonte.

Chi manca in quest'attimo divincolato

nella parte bassa del cuore non è

il cesto con la frutta candita

il rintocco prepotente della campana

l'alito del vento o l'occhio del cammello

perso nel verde dell'oasi

Halley o che so io quale altro astro

al di qua della linea

dentro al disegno del cortometraggio dell'esistere

sei tu

che chiudi in un ramoscello

le misure del dare ed avere.

 

(10 febbraio 2000) 

 

 

 

 

da PICCOLI ITINERARI E ALTRI LUOGHI

Lungo l'intero orlo del passaporto scorre

la ferrovia delle cose

e forse nel mosaico restaurato

si cela oggi il gioco che non sai

la forma della pietra

quel respiro che sul fascio del neon

pulsa la sua sorte.

La risposta non data è nel fischio del treno

nel cunicolo del capodanno

nel sentiero della nudità;

stiamo quì ininterrotti sull'asfalto

nella traccia evidenziata sul diario della notizia

e non è più la casa di Hilde a trattenere la sfera

che scende/precipita, accantona l'impronta

il lieve/dolce nome di donna.

La tua lettera mi ha riportato indietro nel viaggio

nel corpo

che può cadere al piegarsi delle giunture

al numero sulla porta della stanza

al pericolo della nebbia

che veste e sveste il buio

alla riva spumeggiante

sotto l'orbita fissa del lampione a gennaio.

 

 

 

 

da IL SEGNO DELLE COSE

L'unghia che annaspa

col suo modo impercettibile

a scalfire la profondità della ragnatela

il diffuso inverno, il solletico dello chanel

che torturano il confine della sera

riportano a ferite lontane

all'oro nudo dell'amore

al cantico che rimbomba nel cortile

all'ultima corsa del tram che scava l'acciottolato

al deragliare del vento

su cifrari nascosti.

Ed ai bambini rimangono sempre più dense

le voci delle madri, il lucente rimprovero

sulle mani immerse dentro al fiocco

nel pacco, nel disordine della felicità.

 

(11 marzo 2000)

 

 

 

 

da LE PARTI DI UN RACCONTO

                                                       (le voci)

 

Ecco quello che nell'anno

non fu fissato sulla carta, il fruscio della seta,

il laccio che scatenava la segretezza di un'idea

come la magia degli insonni che captano fosfeni

battono il ritmo del pensiero incenerito

dal sole al mezzogiorno d'agosto.

I vasi allineati nell'antica farmacia

dietro gli spiragli della tramontana

custodiscono la tua voce flebile

aspettano la calata dell'ombra

sul petalo del girasole

e l'inchiostro dell'inverno fra rotaia e rotaia

allarga le molecole della terra.

Chiunque qui entra avrà il castello chiuso,

a sinistra, nella piazza,

il forziere della storia che in altre età

succhiava odori e aria dal mantice dello stalliere.

E' solo nel ricordo della luce che si risentono

da dietro le imposte socchiuse

quando urtano quello che sai

la geografia del ragno.